Igiene del Neonato - Il sistema immunitario del neonato
  • NEONATO: PROTEZIONE DA VIRUS E BATTERI

Se fin dalle prime settimane il bebè possiede un sistema immunitario aspecifico perfettamente formato, la situazione cambia per ciò che concerne il sistema immunitario specifico.

Durante la gravidanza, infatti, solo le immunoglobuline passano dalla placenta al feto, mentre i linfociti T si vanno formando via via che il bambino cresce ed entra in contatto con le prime patologie (ecco perché sarebbe sbagliato costringere il neonato a vivere in una sorta di campana di vetro).

D’altro canto, gli anticorpi della mamma si esauriscono dopo circa sei mesi dalla nascita.
L’allattamento al seno è un ottimo strumento per potenziare la difesa passiva del bambino, ma anche il latte materno, dopo lo svezzamento, perde molte delle sue proprietà.

Diventa fondamentale, perciò, proteggere il bambino dai microbi che lo circondano, senza per questo diventare schiavi dell’igiene o maniaci della disinfezione.

Infatti, il sistema immunitario ha anche bisogno di incontrare i suoi nemici per potersi difendere e rafforzare.

 

  • NIDO SÌ. NIDO NO

È la domanda che molte mamme si pongono. Naturalmente, non esiste una risposta standard sempre valida.

È fuori di dubbio che un bimbo che frequenta assiduamente un ambiente esterno è maggiormente esposto rispetto a un coetaneo che cresce a casa, con la nonna e la baby sitter, al rischio di contrarre infezioni e patologie.

Ciò, però, non costituisce necessariamente un problema. Nel momento stesso in cui, infatti, il sistema immunitario è attivo e funzionante (vale a dire dopo i 6 mesi), l’unico modo per rafforzarlo consiste nel metterlo in contatto diretto con le malattie da combattere, memorizzare e riconoscere in caso di ulteriore incontro.

Debilitare, però, eccessivamente un organismo in formazione, qual è quello di un bebé, può comportare dei rischi per la salute nella fase di sviluppo.

Ecco perché per quanto non sia giusto far crescere i bambini dentro campane di vetro, il rispetto di alcune norme, igieniche soprattutto, aiuta a limitare il rischio di contrarre infezioni. Ecco, dunque, come comportarsi qualora il bambino sia iscritto al nido.

Prima dell’iscrizione al nido, effettuare un sopralluogo per valutare di persona il livello igienico della struttura.

In caso di malattie diffuse, valutare di volta in volta qual è il comportamento migliore da tenere, se lasciare a casa il bambino per qualche giorno o esporlo al rischio di contagio.

Non tutte le patologie, infatti, sono ugualmente pericolose e debilitanti per un bimbo di pochi mesi.

Assicurarsi che durante la sua permanenza al nido il bambino sia dotato di almeno due cambi di vestiti, in modo tale che qualora si sporchi (anche solo di pipì o popò) le insegnanti possano lavarlo e cambiarlo.

I bambini sotto ai 2 anni, soprattutto se frequentano luoghi pubblici (il nido, il parco…) andrebbero cambiati ogni giorno.

Sia a casa che al nido è buona norma insegnare al bambino a lavarsi le mani dopo aver giocato. Dal momento che un bimbo così piccolo difficilmente capisce l’utilità e l’importanza del gesto, l’abitudine può essergli insegnata come se fosse un gioco, fino a trasformarla in abitudine.